L’abbazia di Pomposa (in provincia di Ferrara) può vantare una storia millenaria e merita sicuramente una visita.
Se non volete dedicarci una gita apposita, potete includere la visita mentre fate un bel weekend nella parte nord del Delta del Po.
L’abbazia è facilmente a comodamente raggiungibile in camper, in ogni periodo dell’anno.
Acquisto della guida e dei biglietti per l’abbazia
La visita può essere effettuata in autonomia o tramite una guida.
La guida può essere prenotata online: su questo sito trovate tutte le informazioni, mentre la transazione vera a propria avviene su questa pagina .
Tenete presente che la guida non include il prezzo del biglietto che potete acquistare alla biglietteria (accettano solo contanti) oppure online.
L’acquisto online è disponibile a questo sito; e prima dell’acquisto è necessario registrarsi al sito.
Se acquistate in contati: non vendono i biglietti all’ufficio turisti/informazioni davanti all’abbazia ma all’interno palazzo di giustizia, poco più avanti, sempre nel complesso dell’abbazia.
Se avete comprato il biglietto online tramite il sito del ministero dei beni culturali culturali, probabilmente avete una ricevuta del pagamento ma non c’è scritto da nessuna parte per cosa avete pagato: recatevi con questa ricevuta (meglio se la stampate) e portatela in biglietteria: in base alla cifra pagata vi daranno il numero di biglietti acquistati.
Per la visita guidata dovete recarvi all’ufficio turistico/informazioni che si trova proprio davanti all’abbazia, non si può sbagliare.
Qui ha inizio il tour, dove vi verranno dati degli auricolari per meglio seguire le spiegazioni della guida.
L’abbazia sorge in una zone molto verde dove è gradevole sostare per uno spuntino o anche semplicemente per rilassarsi,

La visita dell’Abbazia
Per la visita guidata dovete recarvi all’ufficio turistico/informazioni che si trova proprio davanti all’abbazia.
I primi insediamenti della comunità monastica risalgono al VI-VII secolo, ma è nell’anno 874 che c’è la prima testimonianza scritta circa Pomposa.
Fra il 1004 e il 1046 l’abbazia è governata dell’illuminato monaco Guido che mostra di essere non solo grande guida spirituale ma anche abile amministratore.
E’ con lui che l’abbazia ha un vero e proprio impulso (fino a 100 i monaci che ospitò) che nei secoli a venire viene costruito il magnifico campanile, vengono affrescati il refettorio e la chiesa.
Nel 1300 erano ben 33 le chiese e monasteri afferenti all’abbazia di Pomposa.
Nel corso dei secoli però l’abbazia pian pano “perde smalto” e nel 1663 il papa Innocenzo X dichiara soppresso il monastero.
Nei secoli successivi viene completamente abbandonato e sotto il comando napoleonico diviene addirittura residenza per agricoltori e deposito ti attrezzi.
E’ solo dopo l’unità d’Italia e gli inizi del 1900 che si capisce l’importanza storica dell’abbazia che pian piano riprende il suo antico splendore grazie a grandi opere di restauro.
Palazzo della ragione
Questo era il luogo dove gli abati amministravano la giustizia del vasto territorio che dipendeva dal monastero.
Pesanti lavori di restauri e manomissioni non lasciano molto della costruzione originaria.
Chiostro, Refettorio e Capitolo
Se il chiostro esterno è il “classico” chiostro, sono interessanti sia il refettorio, sia il capitolo.
Il refettorio è il luogo dove gli abati si trovavano a mangiare e contiene un affresco decisamente originale.
E’ diviso in tre parti: a sinistra vi è una rappresentazione originalissima dell’ultima cena.

Infatti i discepoli sono intorno a una tavola rotonda e tanti sono voltati di spalle; inoltre solo uno sta mangiando ed è giuda il quale è rappresentato con un’aureola argentata che con il tempo di è annerita (il che porta ulteriore accento sulla figura del traditore).
Al centro il Cristo con la vergine e il battista, accompagnati da San Benedetto e Guido Abate.
Mentre sulla destra è rappresentata una scenda di un miracolo della trasformazione dell’acqua in vino da parte dell’abate Guido durante una cena con il vescovo di Ravenna Gebeardo Eichstatt
Il capitolo (o area capitolare) invece era il luogo dove i moncai si trovavano a leggere le regole ed era il luogo dove un monaco “iniziava” la sua vita.
Originariamente si pensava che gli affreschi fossero opera di Giotto ma studi più recenti hanno attribuito ad un allievo di Giotto le opera.
Anticamente era sepolto qui il corpo del vescovo di Ravenna, Gebeardo Eichstatt, tuttavia
Chiesa vera e propria
Le pareti sono un tripudio di affreschi che rappresentano, in pratica, tutto quanto contiene la bibbia.

I pavimenti invece sono a mosaico (molto belli anche quelli).
All’interno della chiesa vi è anche una reliquia: la tibia dell’abate Guido che dal 2000 risiede in una teca all’interno della chiesa.
Il portale della chiesa invece a prima vista potrebbe sembrare disomogeneo e dominato da un’accozzaglia di ornamenti: si tratta in realtà di un incredibile esempio di armonizzazione di culture diverse in particolar modo orientale e occidentale.
Infine un nota storica molto importante: fu l’abate Guido a “inventare” il pentagramma musicale perché lui notava che i monaci impiegavano troppo tempo (sottratto alla preghiera) per imparare i canti con cui pregare.
Dove parcheggiare il camper
- Vicino all’abazia c’è un parcheggio per auto, bus e camper.
Non ci sono servizi di carico e scarico, tuttavia si può passare la notte senza nessun problema.
Nelle immediate vicinanze ci sono servizi un bar (che fa anche piadine) e qualche negozietto di souvenir.
La sosta è libera.
Il parcheggio si trova in :
Località Lovara, 5, 44021 Codigoro FE
Portami qui.


Dove mangiare all’Abazia di Pomposa
Adiacenti all’abazia di sono due ristoranti: il Ristorante dell’Abbazia e il il Ristorante La Cueva.
- Personalmente consiglio (perché si cono stato) il Ristorante dell’Abbazia.
Ristorante all’Abbazia
Tel. 0533719078 – 3338708651
Via Pomposa Centro, 16, 44021 Codigoro (FE)
Portami qui- Note
- Vasta scelta di antipasti, primi e secondi.
- Posso consigliare tutti i piatti a base di pesce e gli eccellenti cappellacci.
- Antipasto, primo, acqua, vino e caffè: 30 euro a testa.
- Note
Per non restare delusi
- Consiglio di prenotare una visita guidata perché visitando da soli (se non si è preparati) non si riesce ad apprezzare appieno la bellezza del luogo
- Immediatamente adiacente all’Abbazia c’è un bel prato sul quale potete fare picnic se vi portate i panini
- In alcuni periodi dell’anno è possibile salire sul campanile (datato 1063 per cui ha quasi mille anni), ma ha degli orari precisi: informatevi prima per non arrivare davanti e trovarlo chiuso
