Immersa nella splendida Valseriana, Vilminore di Scalve (BG) è un piccolo borgo di meno di 1.500 abitanti che riserva piacevoli sorprese per il camperista curioso.
E’ un’ottima destinazione per passare un weekend in camper.
Una delle attività di maggiore soddisfazione che potete fare è il trekking alla diga del Gleno, o meglio i resti della diga del Gleno.
La diga del Gleno era uno sbarramento del fiume Gleno realizzato fra il 1926 e il 1923. Proprio nel 1923 la diga cedette trascinando a valle tutto ciò che trovava: persone, case , centri abitati.
Oggi ci sono quindi solo i resti della diga, incastonati un bellissimo vallone che invita a rilassarsi, fare picnic e godersi panorami meravigliosi.
Se siete interessati e volete saperne di più vi consiglio di approfondire partendo dal sito della Val di Scalve.
Dove inizia il sentiero per la Diga del Gleno
Il sentiero ufficiale parte dalla località Pianezza. Ci sono due possibilità per raggiungerla.
Opzione 1: con una navetta (attiva solo nella bella stagione)
Per gli orari della navetta e sapere se è in funzione consiglio di sentire l’ufficio informazioni turistiche in Piazza Giustizia, 4 (tel 0346 51605).
La navetta si prende da una piazza (distante meno di 10 minuti a piedi dalla sosta camper), sempre sulla strada dove sta la sosta camper per cui non si può sbagliare; la navetta ferma sul lato opposto della strada rispetto all’Imperial bar.
La navetta costa 3 euro solo andata e 4 euro andata e ritorno.
Il tragitto fino a Pianezza dura una decina di minuti.
Opzione 2: a piedi, tramite il sentiero delle cappelle
In alternativa è possibile arrivare a pianezza attraverso il sentiero delle cappelle, strada che io ho fatto al ritorno, avendo scelto per la navetta il percorso di sola andata. A piedi con questo sentiero ci vogliono 30/40 minuti.
Sviluppo del percorso
Arrivati a pianezza, il sentiero 411 inizia dove c’è una fontana riconoscibile dalla scritta Pianezza.

Attraversato il minuscolo ma caratteristico paesino, il sentiero sale senza poter sbagliare percorso.
Si arriva a un cartello che avvisa che ci troviamo nel parco regionale delle orobie con un cartello che indicata la fauna che si trova in zona; per i più piccoli c’è un simpatico “giochino” che insegna a riconoscere dalle orme gli animali che sono passati.

Si prende il sentiero che sale a sinistra e si prosegue nel bosco. Appena preso il sentiero di sinistra si snoda il sentieri 411A una variante che io ho fatto in discesa ma che in salita non vi consiglio sia perché ripida sia perché si vedrete un panorama meraviglioso.
Proseguite dunque il sentiero ammirando il panorama quando avete bisogno di prendere fiato.

Arrivati a quota 1500 metri sulla destra c’è un cartello che segnala il sentiero 411° (che io ho fatto al ritorno) ma proseguite verso sinistra. Da qui facilmente si raggiungono i resti della diga, tutto in piano.
In un paio di tratti c’è un po’ di esposizione ma nulla di preoccupante. Dopo circa 1 ora di cammino si inizia a vedere quel che resta dell’imponente diga.
Arrivando proprio sotto la diga di capisce come era costruita e si vede proprio che l’acqua ha spinto giù la parte centrale della diga.
Il sentiero più comodo invita a piegare a sinistra, andando sopra a un ponte di ferro di recente costruzione.
La piccola valle che si cela dietro alla diga è una meraviglia unica. I più fortunati potranno avvistare qualche marmotta, orientando lo sguardo in direzione degli inconfondibili fischi.

Per il vostro pic nic c’è solo l’imbarazzo della scelta: alberi per stare all’ombra e prati per stare al sole.
Se la giornata è completamente limpida, lo spettacolo è assicurato.

Se volete fare un piccolo guado per saltare dall’altra parte, individuate il punto migliore e potrete circumnavigare il laghetto.
Variante per il ritorno
Se non siete stanchi, mentre scendete a quota 1.500 mt (c’è un cartello), potete svoltare a sinistra e prendere il sentiero 411°
Seguite le indicazioni (il sentiero sale) fino ad arrivare al punto di osservazione faunistica, si tratta di una costruzione in posizione elevata che permette di avere una bella visuale; per vedere davvero gli animali oltre ad confidare nella fortuna, vi serve un ottimo binocolo. Riprendete poi il sentiero e andate in direzione del sentiero 411A. In mezz’ara arriverete alla baita Napoleù, prendete il sentiero a destra che indica 40 minuti per pianezza e scendete per il bel bosco (è in bona pendenza e io ho preferito farlo in discesa invece che in salita). Continuando a scendere arriverete a incrociare il sentiero che avete fatto in salita, proseguite per scendere, ripercorrendo il sentiero fino alla piazza di Pianezza.

Da qui, come dicevo all’inizio, sono sceso per un sentiero che alterna asfalto a sentiero e in 20 minuti vi porta a Vilminore, percorrendo il sentiero delle cappellette.
Se per cena non avete voglia di cucinare e nemmeno di spostare il camper, vi consiglio l’ottima Ol Fùren, (Il forno), ottima pizzeria (con forno a legna) da asporto: potete prenotare l’orario a cui andare a ritirarla.
Se la giornata è bella (atmosfericamente parlando) vi potete gustare la pizza dall’area camper con ottima vista sulla Presolana
Dove parcheggiare il camper

- Essendo il paesino di Vilminore di Scalve molto piccolo, non si può parcheggiare “in città”, tuttavia da qualche hanno è stata allestita un’ottima area camper, con eccezionale vista sulla Presolana.
Ottima area camper La Presolana con carico, scarico grigie e nere.
L’area soste normalmente è a pagamento ma tutte le volte che ci sono stato per un motivo o per l’altro l’ho sempre trovata gratuita.
Area camper La Presolana
SP61 24020, 24020 Vilminore di Scalve BG
Tel 034651002
Portami qui.
Dove mangiare a Vilminore di Scalve
- Piccola eccezione al solito, questa volta non segnalo un ristorante o una trattoria ma consiglio la pizza d’asporto di Andrea (Ol Fùren, tel. 348 596 7660).
Portami qui.
Per non restare delusi
- Siamo in montagna, minimo scarpe o scarponcini da trekking
- Portate un binocolo per ammirare questo meraviglioso angolo di paradiso, potreste vedere anche qualche marmotta
- Non ci sono fontane o sorgenti d’acqua per cui attrezzatevi con una borraccia.
